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22/01/2013 - Vincent Brunetti
A cura di Luca Pernice

La ricchezza di forme colori ed estro è quasi incommensurabile. Giorno dopo giorno l'eremo di Vincent cresce su se stesso suscitando stupore e perplessità. ll comune di Guagnano che voleva abbattere tutto con l'accusa di abusivismo edilizio deve oggi ammettere che si tratta della sua maggiore attrattiva. La Provincia di Lecce gli ha dedicato un itinerario cicloturistico.

Vincent Brunetti, è tornato a vivere nel 1993 a Guagnano dove è nato nel 1950. Da bambino segue i genitori emigranti in Francia, Piemonte e Lombardia. Dal 1971 è scultore e pittore prima in Milano dove sono state organizzate mostre sui suoi lavori. Dal 1993 si è ristabilito a Guagnano per riciclare interamente, secondo la sua arte, un tir di materiale da costruzione barattato con un suo quadro. Nell'eremo è organizzata la mostra permanente delle sue opere insieme con la pinacoteca dei suoi quadri in vendita. Pareti incantate ricoperte da sgargianti decorazioni e da frasi misteriose, invitanti ed inquietanti insieme, vi accoglieranno all'interno di un ampio cortile nel quale decine di statue vi fissano gelide. Qui tutto viene metabolizzato e riprodotto in forma nuova: le Madonne cristiane e la statua della libertà, la Venere che emerge dalle acque e le torri gemelle, e poi fiori, animali, paesaggi, poesie, messaggi. Ogni parete trasuda di significati che si sovrappongono e distorcono lasciando i visitatori come Hansel e Gretel nella casa di marzapane.Il suo sorriso coinvolge e cattura. Sembra che sprigioni una intensa energia. L'energia di cui Vincent si dice posseduto dopo che una decina d'anni indietro la sua vita fu "miracolosamente" salva da un brutto male.Lui stesso mi ha riferito di aver "parlato" con Dio ...E che la sua vita sarà lunga e a disposizione degli "altri". Tornato al paese Natale in puglia, dopo aver vissuto studiato e fatto molte cose proprio dalle mie parti a Milano (tra l'altro conserva un ottimo ricordo del nord Italia) ha costrutito mattone dopo mattone (era stato anche incolpato e perseguito da abusivismo edilizio) il suo regno che esprime in tutto il suo pensiero, ha rischiato anche che venisse abbattuto tutto guarda qui.

Brunetti è stato artista bohemien a Milano, dove nel 1970 gli è stato conferito l' "Ambrogino d'oro", consegnatogli da Mike Bongiorno, poi ha vissuto esperienze di riflessione durante il suo ritiro spirituale nei trulli di Alberobello, da cui risale il soprannome di Fratello Enzo. La sua arte fu apprezzata e incoraggiata da Giacomo Manzù; fu accolto da Arnaldo Pomodoro nella sua bottega; ha collaborato con Paola Borboni e col poeta Bruno Vilar. L'arte di Vincent prende vita nel suo eremo, situato nella campagna di Guagnano, nascosto tra i vigneti e lontano dal frastuono del mondo. E' un'oasi della tranquillità e della bellezza, in cui ogni minimo particolare è stato dettato dalle improvvise ispirazioni dell'artista. Il suo inconfondibile sorriso e la sua grande disponibilità verso il prossimo fanno di lui un grande personaggio...

"Sono il regista di questo tempio - dice l'artista - che coordina il lavoro degli attori per realizzare la mia idea. Ho grandi progetti per questa casa, su cui investo da 13 anni, ma oggi, purtroppo, sono costretto a rallentare i lavori, a causa delle rapine di cui sono stato vittima che mi hanno fatto perdere tutto. Non solo non sono sostenuto dalle autorità, non sono aiutato dal comune, ora anche i privati vengono a farmi questo: stanno cercando di distruggermi, ma non ce la faranno perché la mia vita è protetta da Dio. Il solo pensare un crimine del genere qui dentro, in questo paradiso, vuol dire che voi, lì fuori, siete messi male. Si sono permessi a venire qui dentro, a far perdere l'innocenza a questa casa, davanti a dei bambini, a puntarmi la pistola contro, a me, che ho speso un'intera vita per un ideale, per la mia terra". 

Vincent il pazzo, Vincent il genio, il mito, il visionario, l'artista. "Sono uno dei più grandi fuori legge d'Italia - esordisce - perché sono un illegale nato, faccio tutte le cose così come mi vengono in mente e questo non piace a chi ci vorrebbe vedere tutti incanalati. Ce ne sono troppi che sono incanalati, e allora qualcuno che fa la pecora nera ci vuole. Io sono una pecora nera, ma fortunato, perché tante pecore nere hanno pagato con la vita il prezzo della loro libertà".
Un personaggio controverso Vincent Brunetti, che nel suo eremo a Guagnano riceve ogni giorno decine, a volte centinaia di visitatori: curiosi, appassionati d'arte, compaesani e turisti che arrivano ormai anche dall'estero per vedere, per toccare con mano "l'isola di pace" che Vincenzo Maria Brunetti ha inventato in una dimenticata periferia italiana.

 

L'articolo è tratto dal bellissimo Reportage "Il Pazzo" Brunetti di Luca Pernice, clicca qui

Vincent Brunetti Official Web Site clicca qui

 
 
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