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20/10/2011 - Tutti a ballare con la pizzica e...il peperoncino
Quotidiano di Puglia

Il peperoncino piccante, stuzzica le voglie, rivitalizza, accende. Ricorda il tamburello che con il suo ritmo vorticoso sveglia il metabolismo, aumenta i battiti del cuore, invita a muoversi. Ed eccoli insieme, peperoncino e tamburello, nell'album "Cunnservamara" che ripropone pizziche e tarantelle, esponendo un bel mazzo di peperoncini rossi in copertina. "Pipirussi ca pizzicanu la lingua...taranta ca pizzica lu core" si legge. Il cd prende il nome dal gruppo che lo ha inciso e se l'è autoporodotto; I Cunservamara è un gruppo nato nel 2007 ed è formato da sei giovani musicisti salentini che amano le loro radici. Si tratta di Mariangela Ingrosso (voce e castagnette), Giuliana  Paciolla (chitarra e seconda voce), Gianluca Dell'Anna (fisarmonica e organetto), Simone Longo (flauto, armonica a bocca e ciaramella, Fabrizio Bianco (tamburelli, tamorra e voce), Julia Puretti (violino). Un incastro tra il passato, le tradizioni, l'archetipo ritmico del salento e la voglia di reinterpretarlo, farlo entrare nel futuro, esportandolo nel mondo della creatività contemporanea. Interessante è il titolo dell'album e dello stesso gruppo, che è quella di favorire l'accostamento del peperoncino alla pizzica, si utilizzano strumenti scrupolosamente tradizionali con accordi nuovi e ricercati, mixati ad altri assolutamente fedeli all'originale, ascoltando il cd si sente fortissimo il sapore del Salento giovane che rievoca la tradizione e la rende propria.
Di Claudia Presicce

Il primo cd appena pubblicato dei Cunservamara è un modo della giovane band di pizzica salentina di far sentire il proprio impegno nell'ambito della musica popolare. L'ascolto non è infatti consigliato a chi ha voglia di sentire qualcosa di sperimentale, ma a chi ama la musica rigorosamente legata alla tradizione e a chi ama ballarla. Non manca anche qualche piccola novità. Il cd è composto da undici brani, di cui tre inediti, e soprattutto canti del repertorio popolare più amato, ormai anche fuori dalla Puglia. Il titolo del lavoro porta lo stesso nome della band: Cunservamara. Nessun altro termine avrebbe potuto meglio rimandare a qualcosa di vivacemente legato alla cultura popolare salentina. La traccia che apre il disco è Pizzicarella, la classica "Pizzicarella mia pizzicarella, lu caminatu tou pare ca balla", con un contributo della band ottenuto per mezzo della personalizzazione della linea melodica. Pizzica di San Vito, Te sira e Quant'ave sono tracce della tradizione popolare che si alternano a brani provenienti da altre terre, come la bellissima Mokarta, scritta dal chitarrista e compositore messinese Maurizio Mastroeni, una serenata d'amore in dialetto siciliano della quale i musicisti delle pizzica salentina si sono innamorati a tal punto da farla entrare nel loro repertorio. Gli stessi Cunservamara hanno arrangiato una versione che mantiene la dolcezza di questo canto. Viene da Napoli Brigante se more, erroneamente considerata un canto popolare di cui Eugenio Bennato ha rivendicato la paternità. I tre brani inediti sono Pizzicaretta, il cui titolo rimanda a un'ironica unione tra pizzica e sigaretta, che fa pensare a una pausa in cui ascoltare la musica sia rilassante e consolante quanto, o anche più, una pausa sigaretta lo è per i fumatori. La traccia dieci è un altro inedito che ha lo stesso nome del disco e della band, Cunservamara, una sorta di inno alla salentinità composto dal fisarmonicista della band, Gianluca dell'Anna, mentre il testo è stato scritto dalla voce del gruppo, Mariangela Ingrosso. Musicalmente la prima parte assomiglia molto al canto d'amore gallipolino Lu rusciu te lu mare, uno dei lenti più suonati, amati e ascoltati nell'ambito di questo genere musicale. Anche il brano di chiusura è un inedito, uno strumentale anch'esso composto dal fisarmonicista, che rimanda a una conclusione di un brano, del disco, di un concerto o dell'estate "di pizzica" che sta finendo.

 
 
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